mi sento come una sardina appena pescata a cui è stato applicato uno strato di ghiaccio secco.
oggi mi sento come un vasetto di yogurt vuoto.
antonello salis che suona l'insondabile. paolo fresu che prende le note dal cielo, le addomestica e le riporta a noi con una forza e una dolcezza senza eguali. dahfer youssef che gioca con i ritmi che parlano d'oriente. un'apoteosi ieri sera, una sera magica.
ebbene si ineguagliabile con il suo hammond senza carenatura. ci scalda con jesus christ super star, ci tiene caldi facendoci cantare e battere le mani, ci porta all'apoteosi con starsky and hutch. e batte su quei tasti come se stesse suonando un bongo. carico, mi preparo alla 3 giorni del jazz festival internazionale nel w-end.
vado a sentire the james taylor quartet, magari mi scarico. stasera ne ho tremendamente bisogno. ho voglia di un giardino zen.
voglio scegliere e non essere scelto. 7 secondi di autostima.
è incredibile quanti rigurgiti della memoria riemergono inaspettati facendo un trasloco. vorrei una digitale per farvi vedere siffatte meraviglie.
sabato sono andato al cinema da solo a vedere "piccole storie". un film argentino di rara delicatezza e equilibrio. poi la serata è continuata con drink in vari luoghi della movida kalaritana. è stato un w-end pieno, tra shopping (non effettuato), inscatolamenti e viaggi per trasloco nella nuova casa dei miei, sbirciatina al catalogo Ikea, visitina alla mansardina. ho capito (sarà la versione definitiva?) come risolvere l'enigma della stanza a due entrate. tirerà un sincero sospiro di sollievo chi è stato vittima del reiterato disegno della piantina di casa mia.
va bene. non farò il muratore ma l'architetto fatemelo fare. io che non l'ho mai studiata e ho solo una passione per ciò che è geometria e la sua rottura. visto "così fan tutti": leggero e frizzante come lo champagne d'annata lasiato riposare in barrique di legno buono, tagliente ma fermo. brillante ma statico, lento all'inizio. meno bello de "il gusto degli altri" dello stesso Jaoui (si scriverà così?).
oggi il mio capo ha visto il mio blog, credo anche il post a lui dedicato sui suoi deliranti sviluppi commerciali. ho visto che si è attaccato con spasmodica attenzione allo schermo. e io che non mi ricordavo cosa avevo lasciato aperto (non lo faccio praticamente mai di lasciare il mio blog aperto agli occhi del mostro). ora. sembra che questa osservazione sia completamente slegata dal capoverso precedente. invece no. andate a vedere quel film. il padre della protagonista è stronzo proprio come se fosse il mio capo. stronzo dentro, stronzo come si muove, stronzo perchè non se ne accorge. di quelli che fanno le battute e iniziano a ridere perchè hanno paura di essere da soli a farlo. spesso succede. un enorme risata. amplificata da un'eco spaventosamente triste.
sono proprietario di casa. è ufficiale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!