i wolves mentre fuori piove e tu pensi. when we were wolves.when i was wolf.
il mango ad amsterdam non si mangia, si fuma.
la realtà è che i clienti vorrebbero fare il tuo lavoro, non vedono l'ora di poter distruggere quello che hai fatto o provare a fare i creativi. mi sembra un grande circo, un gioco di ruolo che, a loro, costa un minimo indefinitamente alto.
push the heart, o solo un album dei Devics. olanda: birra, erba, risate. squadra che vince non si cambia, l'apoteosi dei guappi dei quartieri spagnoli in mezzo alle vie che solcano i canali. takin'pictures with mobile phones. gli occhi di B., il dolore composto e profondissimo di R., la pensione Shroeder e non andateci, il cuore oltre il canale e una colonna unica di 14 x 2 ruote. amsterdam che non ti aspetti, viaggio che più o meno ti aspetti. troppe volte è stata usata a sproposito la parola "figo" le parole sono importanti, allargare il lessico che la scuola non difende più e il nostro compito. le parole sono importanti ma non è solo uno slogan di morettiana memoria. questo posto è lunghissimo e non riceverà commenti, questo post è coloratissimo come le insegne di amsterdam. pensavo che potrei fare il dj, mixando su qualche loop dei gregoriani o bach. "this is what i made/made it just for you/it's better than a letter/i m sending it to you."
L'odore inconfondibile di V., il silenzio tranquillo dell'amicizia, il treno e la mia T., la città della scelta e della crescita. Forse la città delle relazioni sommerse. Il sonno e la veglia. La terra di Rubini. Il vino e il futuro. Ancora parole in esubero per me, meteore letterarie in disuso.
mi sembra tutto così decisamente inutile.
attraggo squilibri. oggi due cerchi con lo stesso centro, ma dal diametro diverso che si chiudono.
non posso evitare di pensare che 1 italiano su 2 voti Berlusconi, non ci penso perchè ci soffro troppo. mi viene da emigrare, da cercare, da fare. commozione privata sul divano room-made riguardando romanticamente da solo " i cento passi". quelli che pochi hanno davvero il coraggio di fare. quelli che ancora in troppi non hanno il coraggio di raccontare.
devo fare pace con il mio yoga quotidiano.
repetita iuvant, perseverare diabolicum est. da una terrazza che è solo una porta della città incantata, continuo a costruire realtà distorte. anche il mio occhio sinistro cede a poco a poco ad un con-senso che leva aria alle parole e ai sorrisi. una samba notturna, come panni stesi senza il sole.
venerdì perdo tempo. sabato arrivano A. ed F., adorabile serena coppia. giro turistico dove mischi princi, duomo, h&m ed espesso. e non sai più cosa è una chiesa o un caffè. umido pomeriggio, cicerone da strapazzo in azione. poi cirque du soleil, il trionfo della leggerezza o anche l'armonia che racconta una storia. il panino a mezzanotte, il sonno dopo mezzanotte. la domenica metropolitana, la colazione tarda e il parco assolato. passeggiata, pizza, caffè gelato, ma è solo una virgola in meno non una nuova ricetta di ferran adrià. per concludere, il semifreddo al mandarino nella cremeria dei calmi borghesi o ricchi sereni milanesi. I. prima, durante e dopo il sole.